Trieste (I), Galleria civica comunale,piazza Unità d'Italia - 20\06 - 04\ 07\2012
Trieste (I), Civic gallery, Unità d'Italia square - 20\06 - 04\ 07\2012
Zagabria (HR) - Settembre 2012 (data da destinarsi)
Zagabria (HR) - September 2012 (date to choice)
Pittore dal tratto veloce e dal temperamento sensibilissimo ed entusiasta, del Frate nasce a Venezia il 31 gennaio 1960 da madre veneziana di nobile origine polacca. Il padre, Enrico del Frate,
nativo di Palmanova (1929 - Venezia 2006), è un pittore affermato a livello locale e nazionale, da cui il figlio apprende fin da piccolissimo il mestiere dell’arte. Carattere eclettico e curioso,
Roberto è anche raffinato scrittore (ha pubblicato 3 romanzi) e compositore. E le sue musiche riflettono la stessa luce e la medesima brillante dolcezza, che incontriamo nei suoi fascinosi e
suggestivi dipinti, nei quali il piacere della pittura en plein air, tipica dell’impressionismo, è trasposta, con suadente talento, nella realtà contemporanea: un contesto, in cui l’artista sa
interpretare e rendere umane e quasi romantiche anche le vie del centro congestionate dal traffico, mentre una leggera nebbia di silenzio, luce e sogno lieve, ammanta l’atmosfera e attutisce il
rumore dei clackson.
Dopo aver frequentato assiduamente e vivamente l’atelier veneziano del padre, sito nel palazzo delle Meravegie, a due passi dall’Accademia di Belle Arti di Venezia, del Frate ha girato spesso
l’Europa, partecipando con le sue opere a mostre di prestigio in Italia e all’estero e riscuotendo ampio consenso per il suo raffinato cromatismo, dalla preziosa sensibilità tonale.
Nell’agosto 2009 giunge a Trieste e, pur provenendo da Venezia, rimane folgorato dal fascino mitteleuropeo della città e dalla bora, decidendo di vivere e di operare nel capoluogo giuliano, prima
in un camper, poi nel suo atelier.
Nei suoi dipinti, del Frate è capace di cogliere con maestria l’attimo fuggente, la realtà in movimento di un cagnolino in corsa (ama molto gli animali e di cani ne possiede nove) e la
trasparenza delle acque, resa pittoricamente attraverso sapienti velature realizzate a olio, ad acrilico e attraverso altri materiali; sa raccontare lo sciabordio della risacca e lo stormire del
vento tra i cespugli di fiori di un giardino, traducendo la magia e la contemplazione vivace dell’impressionismo in una sorta di epidermica atarassia, che lo rende capace d’interpretare, con
immediata aderenza e ritmo felice il genius loci, la bellezza e l’atmosfera più intima dei luoghi
(Arch. Marianna Accerboni)
La maggioranza delle opere dell'artista sono dipinte dal vivo , an plei air; una restante parte sono terminate in Atelier, soprattutto opere di grandi dimensioni derivanti da schizzi presi sul
posto o da fotografie scattate personalmente dall'autore.
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English version:
La tecnica impressionista di Roberto del Frate, riflette la sua posizione artistica e culturale.
Gli anni trascorsi a studiare le innumerevoli variazioni tra luce e colore, e le implementazioni che queste variabili generano nel campo visivo dell'osservatore, vengono via via messe a frutto in una costante ricerca che si estende in oltre trent'anni di analisi approfondita.
Innumerevoli sono i bozzetti eseguiti dall'autore e le sperimentazioni pittoriche su piccoli supporti su tavola, la maggior parte dei quali vengono eseguiti an plein air, per cogliere al meglio l'immediatezza della scena descritta. Uno studio sempre più approfondito, lo spinge a modificare, in una sua peculiare ed originale sintesi, la lezione dei grandi maestri come Monet e Sisley, con connotazioni assai vicine all'opera di Antonio Spadini ed al primo Delleani.
Ma rimandi, nel dare ed avere che implica e genera la sua arte, sono estensibili anche alla pittura vittoriana e preraffaellita, di cui condivide certi aspetti di misticismo paesaggistico ea messe a frutto in una costante ricerca che si estende in oltre trent'anni di analisi approfondita.
Innumerevoli sono i bozzetti eseguiti dall'autore e le sperimentazioni pittoriche su piccoli supporti su tavola, la maggior parte dei quali vengono eseguiti an plein air, per cogliere al meglio l'immediatezza della scena descritta. Uno studio sempre più approfondito, lo spinge a modificare, in una sua peculiare ed originale sintesi, la lezione dei grandi maestri come Monet e Sisley, con connotazioni assai vicine all'opera di Antonio Spad descrittivo.
La composizione e la gestualità delle figure che animano i suoi quadri, sono sempre legate e rivolte all'evocazione che l'arte pittorica riesce ad esprimere, attraverso la magia del colore.
Il pittore diviene, anche se solo per un attimo, onnipotente, creatore di cieli e di mari,di tramonti brucianti ed albe incantate, in un continuo susseguirsi di vibrazioni ed emozioni, che riesce a comunicare attraverso la modulazione artistica del gesto.
Nel caso di Roberto del Frate, l'obbiettivo è volutamente sfuocato, a volte impalpabile e quasi invisibile: la sua ricerca spinge l'osservatore stesso a scegliere la sua strrada nella lettura del dipinto.
I colori si svolgono sull'opera, lascioando la loro traccia indelebile, che sembra mischiarsi alle stesse emozioni.
Ecco che allora un azzurro profondo del cielo, un verde delicato che ha il sapore dell'erba tagliata di fresco, riesce ad evocare in noi proiezioni emotive al di là dell'opera stessa.
Ed è proprio qui che l'arte raggiunge uno dei suoi compiti più veri: la capacità di richiamare sentimenti ed emozioni, di trascendere la stessa realtà visiva, a favore del piacere e del desiderio di bellezza ed armonia interiore che ognuno portiamo in noi.
(W.S.)
I supporti preferiti da Roberto del Frate per la preparazione delle sue opere sono quasi sempre su tavola. E’ il legno il materiale preferito dall’autore, mentre diversamente la tela appare assai raramente nei suoi dipinti. Per la sua struttura e consistenza, la tavola su cui dipingere, costituisce un elemento particolare.Un rimando che viene immediato è quello dei macchiaioli toscani. Gran parte di bozzetti, ma anche delle opere finite, dei grandi interpreti del Caffè Michelangelo, sono appunto su tavola. Le scelte per questo tipo di materiale furono molteplici: innanzitutto la facile reperibilità ed il minor costo rispetto a tele e telai;ed in secondo luogo, la loro più facile trasportabilità, esente da facili rotture, specie nei piccoli formati.Ma c’è un’altra motivazione di carattere più tecnico e concreto: la tavola, soprattutto di alcuni legni pregiati, costituisce un supporto dal fondo già colorato e presenta asperità ed ondulazioni che l’artista può decidere o meno di appianare con la levigatura.Avere delle tinte calde ed accattivanti su cui iniziare un’opera, è una delle prerogative di questa scelta.E spesso il lasciare trasparire la colorazione stessa del materiale naturale, conferisce all’opera qualcosa di più, un effetto di non finito che ci da il gusto della spontaneità e dell’immediatezza. Ecco perché in tanti dipinti del Fattori, ma anche di Silvestro Lega e del Signorini, troviamo tali supporti, assai spesso con una leggera od addirittura assente preparazione.La capacità di far trasparire il fondo su cui l’opera è dipinta, di giocare con le sue venature, di dare una diversa materialità al dipinto stesso, usandone il colore sottostante per conferire calore ed omogeneità formale all’opera, è un’arte nell’arte.La risultanza di tale concatenazione pittorica da esiti precisi e puntuali. C’è qualcosa che da un tocco diverso al dipinto, specie in scene dove il paesaggio assume un ruolo determinante; il pittore sa quindi, similmente all’artigiano, sfruttare il colore stesso della natura per le sue opere, dandone una nuova, diversa interpretazione artistica.Ovviamente la stessa cosa vale per altri autori per quanto riguarda la tela, su cui venivano e vengono date ogni tipo di imprimiture e preparazioni; basti pensare al divisionismo, dove ogni genere di sabbiatura ed impasto veniva usato e sovrapposto al supporto originale, per creare spessore e rugosità necessarie a dare corposità al dipinto e supportare la tecnica che doveva avere luogo sull’opera.Ma questa scelta implica un passaggio in più. E nel caso di Roberto del Frate è dunque il supporto ligneo ad essere adottato come medium spontaneo e materiale pittorico per eccellenza.Qualunque siano le dimensioni scelte per il dipinto, che si trattino di piccoli bozzetti “an plein air”, o di opere di grandi dimensioni, perfezionate in studio, i suoi dipinti vengono eseguiti col piacere di continue trasparenze di fondo. Certe volte è il supporto stesso, lasciato intatto e solamente verniciato, ad essere terra, selciato, muro di una casa o di una fondamenta veneziana, trasparenza del tramonto di una marina, o parte del viso di una donna. L’effetto è sempre voluto e ricercato, anche se agl’occhi di guarda, sembra solo una casualità, un non finito che non riduce ma accresce la leggibilità dell’opera stessa, conferendole un intimaconcretezza.Il colore del legno diviene quindi una tinta in più, da aggiungere alla tavolozza stessa del pittore ed alle sue sfumature.Per quanto riguarda invece la tecnica, esclusiva ed originale, di Roberto del Frate, questa si fonda essenzialmente su una preparazione iniziale del bozzetto, spesso la più rapida possibile, a cui vengono aggiunti via via tocchi sempre più decisi e sovrapposti, a tonalità contrapposte.Ma è una regola vaga e non determinante.Altre sue opere, infatti, sembrano sorgere dal nulla, direttamente dal pennello e dal colore, senza passare prima dal disegno o dall’inizio bozzettato.Le sfumature si accalcano e si delineano sul dipinto, senza una regola apparente, per poi distendersi ed avvicendarsi nella composizione, magicamente.L’uso delle gradazioni e delle trasparenze, delle assonanze coloristiche e complementari, è un altro punto stilistico a cui, Roberto del Frate, non sembra rinunciare.I suoi paesaggi sono spesso velati da un’incorporea atmosfera, giocata appunto attraverso passaggi leggeri ed infinite gradazioni tonali, attraverso un’abile, quanto immediata, leggerezza di tocco.Sovente dei panni stesi ad asciugare, delle vele o delle tende al vento, in controluce, impreziosiscono con le loro velature ed intime gradazioni tonali, i suoi dipinti.Così pure appaiono gli abiti indossati dalle sue figure, giochi di luce e riflessi cangianti, danzanti nel vento o ripiegati su se stessi, in fosforiche volute di panneggi.Altra caratteristica principale di questo artista, è l’alternanza di parte finite ed elaborate, con altri segmenti pittorici del tutto immediati ed evocativi; tecnica che, ancora una volta, toglie pesantezza al dipinto e ne esalta’ariosità e l’immediatezza stilistica.Ma come è stato detto in precedenza, trovandoci di fronte ad un’artista impressionista, il cercare un’analisi profonda della sua tecnica che ne spieghi le caratteristiche, è di per se stesso un paradosso. L’arte, per fortuna di tutti noi, si avvale della tecnica e dei mezzi materiali, ma ne scavalca i limiti e le stesse regole imposte, trascendendone confini e barriere con un sorriso; crea di continuo equilibri e canoni stilistici, per poi infrangerli e superarli.Ed è proprio questo che alla fine troviamo nelle opere dei grandi artisti: la loro capacità di sfuggire ad etichette e mode di passaggio, di creare mondi, vite diverse, attraverso semplici gesti, che assumono e trascendono la magia della luce e dei colori.
(Prof. R. de Jorio)
Dipingendo en plein air
En plein air painting
L'artista con alcuni dei suoi cani
The artist with some of his dogs
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